PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO TOSCO EMILIANO - PIETRA DI BISMANTOVA
Surroundings
Monte Cusna, 2.121mt
Mount Cusna
Reggio's mountains have a rich natural heritage that, although uncontaminated, is often “organised” in parks, natural oases and equipped paths to enable everyone to gain the utmost enjoyment.
Pietra
di Bismantova is an enormous rocky cliff (1.047 metres above sea level)
topped by a vast grassy tableland covered with hornbeam and hazel trees.
When the pilgrim climbed up the “fiera sponda” of the “silvoso
Apenin”, to use the words of Ludovico Ariosto,
poet from Reggio
Emilia, onto the high passes of Pradarena and Ospedalaccio,
the unmistakable shape of Bismantova came into view.
In fact, for centuries this angular rocky cliff, hammered home in the
centre of the Apennines of Reggio Emilia,
has been used as a natural sign post, a true “guiding star”
of sandstone to clearly point out the way to priests, armed men, shepherds,
merchants and crowned heads alike. In fact, the two main historical routes
of Reggio Emilia, the Verabolense of Secchia and the "Matildic"
of Canossa, converged on this unmistakable rock.
Sacred (and magic) mountain of the Apennines of Reggio
Emilia, Dantesque rocky peak (mentioned in canto
IV, Purgatorio: “One climbs Sanleo and descendes
in Noli, And mounts the summit of Bismantova, With feet alone, but here
one needs to fly”), and site of celtic altar (according to recent
studies), the Rock
of Bismantova is the most picturesque spot of the mountains of Reggio
Emilia and the “genius loci” of its history. Archeological
finds (19th century excavations by Chierici and more recent ones by Tirabassi)
have identified Neolithic human settlements with later
more consistent for early Villanova civilasation (burial urns of Campo
Pianelli can be seen in the Civic
Museums of Reggio Emilia).

Eremo Benedettino di Bismantova
Bismantova Benedictine hermitage
Beneath the southeast face of the Pietra is a Benedictine hermitage dating from before the 14th century, which developed around an existing chapel and came under the monastery of S. Giovanni di Parma. This marks the start of an easy hike to the top of the rock , taking approx. 30 minutes. An extraordinary view is to be had from the top, sweeping 360° over the entire Reggio Apennine, and part of the Modena and Parma areas. A similar, well marked, trail (CAI flags and arrows) makes a complete tour of the Pietra (very beautiful also by mountain-bike), and the sheer rock faces provide one of northern Italy's most important training grounds for free climbing.

To the south of Bismantova, close to the Secchia river bank, between Mts Rosso , Carù, Merlo, La Pianellina and Pradale, you can admire spectacular outcrops of Triassic gypsum (among the oldest rocks in the Apennines, more than 200 million years old) with caves, swallow-holes, ravines and crystals in all shapes and sizes.

I Gessi Triassici
Triassic Gypsum
The Tuscan-Emilian Apennine National Park (ex The Gigante Park) is a protected area of great naturalistic and scenic value. It comprises the main peaks of the Apennine and all the lakes, first among these the Calamone, Monte Acuto's and the Cerreto's ones.
Numerous are the paths (all marked CAI and GEA) enable to meet different demands from easy trekking to more difficult ones.
Here are only few naturalistic itineraries, many more can be recommended: Lavachiello waterfalls, Prati di Sara, Abetina Reale, Lama Lite Pass, Mount Cavalbianco, River Secchia sources, Liocca High Valley.
The history of these lands sinks in the mists of time, finding its peak in the middle-age with Matilda of Canossa . Castels and parish churches are the signs of this age.

La Pieve di Toano
Toano Church
The Matilda way is a network of marked paths that links nature and historical spots. The 80 km of the Matilda way wind along mule tracks, dirt roads and paths, all of which can be followed on foot, on horseback or by mountain-bike. They lead from the upper plain to the Apennine ridge. Along the route you will encounter the most important of Matilda's castles: Rossena, Canossa, Sarzano, Carpineti. The entire network of paths presents no technical difficulties: the routes are easy to follow and suitable for everyone. Linking Canossa to Lucca, the itinerary is part of the system of “vie francigene” or the old pilgrim routes. Retracing the footsteps of numerous popes and emperors, the Matilda way leads, in seven different stages, from the rock of Canossa to San Pellegrino in Alpe, a natural balcony overlooking Garfagnana. Along the way, it passes castles, tower-houses, old country churches, and sandstone villages.
Nei dintorni
Valle Riarbero
Riarbero Valley
La montagna reggiana ha un ricco patrimonio naturale che, pur essendo incontaminato, è spesso “organizzato”, con parchi, oasi naturali e sentieri attrezzati per permettere a chiunque di goderne al meglio.

La pietra di Bismantova d'autunno
Pietra di Bismantova in autumn
La Pietra di Bismantova si presenta come un enorme scoglio roccioso (1047 m. s.l.m.) sulla cui sommità si stende un vasto pianoro erboso di 12 ettari, ricoperto da carpini e noccioli. Quando il pellegrino risaliva la “fiera sponda” del “silvoso Apenin” per dirla con le parole del Reggiano Ludovico Ariosto, e si affacciava sugli alti valichi di Pradarena o dell'Ospedalaccio, scorgeva inconfondibile la sagoma di Bismantova. Per secoli, infatti, questo scoglio di roccia dagli spigoli vivi, conficcato al centro dell'Appennino Reggiano, ha svolto la funzione di segnavia naturale, una vera “stella cometa” di arenaria che indirizzava correttamente il difficile cammino di prelati, uomini d'arme, pastori, mercanti e teste coronate.
Le principali direttrici storiche del Reggiano, quella Verabolense del
Secchia e quella “Matildica”
da Canossa, erano infatti entrambe convergenti, verso l'inconfondibile
Pietra.
Montagna sacra (e magica) dell'Appennino reggiano, rupe dantesca (citata
da Dante nel IV canto del Purgatorio
“Vassi in San Leo e discendesi in Noli, / montasi su Bismantova
e'n cacume / con esso i piè; ma qui convien ch'om voli”),
ma anche ara celtica (secondo recenti studi), la Pietra
di Bismantova è la cartolina del paesaggio della montagna
reggiana e il “genius loci” della sua storia. I reperti archeologici
della zona (scavi ottocenteschi del Chierici e recenti del Tirabassi),
hanno individuato insediamenti umani a partire dall'età neolitica,
che si fanno più consistenti per la civiltà protovillanoviana
(urne cinerarie di Campo Pianelli, conservate ai Civici
Musei di Reggio Emilia).
Sotto alla parete sud-est della Pietra si trova un eremo benedettino anteriore al XIV secolo, sviluppatosi attorno a una preesistente cappella e dipendente dal monastero di S. Giovanni di Parma. Da qui parte un facile itinerario escursionistico che conduce in cima alla rupe in 30 minuti circa. Dalla cima si gode una vista straordinaria, a 360° sull'intero Appennino reggiano, e parte del modenese e parmense. Un analogo tracciato (molto bello da percorrere anche in mountain-bike) compie l'intero periplo della Pietra, mentre sulle pareti strapiombanti vi è una delle palestre di roccia per l'arrampicata libera più importanti del nord Italia.
A sud di Bismantova, in prossimità del greto del Secchia, tra i monti Rosso, Carù, Merlo, La Pianellina e il Predale, si possono ammirare spettacolari affioramenti di gessi triassici (tra le rocce più antiche dell'Appennino oltre 200 milioni di anni) con cavità, doline, inghiottitoi, cristalli di ogni forma e dimensione.
Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano (ex Parco del Gigante) è un’area protetta di elevato valore naturalistico e paesaggistico. Comprende le principali cime dell’Appennino e tutti i laghi, primi fra tutti quello di Monte Acuto, il Calamone e quelli Cerretani.

Lago Calamone
Calamone Lake
Numerosi sono i sentieri (segnati CAI e GEA) in grado di soddisfare esigenze di vario tipo, da semplici passeggiate a escursioni più impegnative.

Cascate di Lavacchiello
Lavacchiello waterfalls
Ecco alcuni itinerari naturalistici tra i tanti possibili:
le Cascate del Lavachiello, i Prati di Sara,
l'Abetina Reale, il Passo di Lama Lite,
il Monte Cavalbianco, le Sorgenti del Secchia,
l'Alta Valle del Liocca.
La storia di queste terre, affonda nella notte dei tempi, ma trova il suo culmine nel medioevo con Matilde di Canossa. Castelli e pievi sono i segni di quest’epoca.

Castello di Rossena
Rossena castle
Il Sentiero Matidico, è una rete di sentieri
segnati che congiunge località naturalistiche e storiche.
Gli 80 km del sentiero si snodano lungo mulattiere, carraie, strade bianche
e sentieri che possono essere percorsi a piedi, a cavallo o in mountain-bike
e consentono di accedere dalla media collina fino al crinale appenninico.
Lungo il percorso si incontrano i più importanti castelli matildici:
Rossena, Canossa, Sarzano,
Carpineti. L'intera rete sentieristica non presenta difficoltà
tecniche: gli itinerari sono facili e adatti a tutti. Collegando Canossa
con Lucca, l'itinerario si inserisce nel fascio delle “vie francigene”
o “romee”. Ricalcando le orme di papi e imperatori, il Sentiero
Matilde conduce, in sette tappe, dalla rupe di Canossa
a San
Pellegrino in Alpe, balcone naturale della Garfagnana,
attraverso castelli, case-torre, antiche pievi e borghi in pietra arenaria.